Black Lips è un progetto fotografico con testi di Andrea Cafarella.

Nell’attuale clima politico italiano, i media sono in parte responsabili del traboccamento di immagini e storie di migrazione che si allineano tra loro formando un’unica storia e una comprensione appiattita del movimento di persone in tutto il mondo. Questo progetto fotografico nega l’approccio di una storia singolare che è spesso la rappresentazione mediatica della migrazione degli africani in Italia, la cui motivazione per la partenza è tanto diversa quanto le loro storie personali. Fotografato nel contesto di un centro di accoglienza di primo livello, il Centro Ahmed di Messina, in Sicilia, le fotografie sono ritratti incompleti in cui il punto focale centrale è la bocca chiusa dei suoi protagonisti. Le immagini funzionano come contenitori di storie e voci che devono ancora essere ascoltate e che sono spesso ignorate. All’interno di queste storie c’è una complessità che rifiuta di essere semplificata e un’umanità la cui resilienza si scontra con la scatola sociale della dislocazione.

Attingendo alle parole di coloro ritratti nelle fotografie, Cafarella fornisce un insieme di poesie che chiedono allo spettatore di andare oltre gli stereotipi ricorrenti e le caricature che saturano i ritratti dei media con evocazioni di pietà.

Black Lips ha vinto il «Sunday Photographers» (Concorso fotografico nazionale) indetto dal quotidiano «La Stampa» e da «Photolux Biennale», il quale è stato presentato a Camera (Centro Italiano per la Fotografia – Torino) e ricevuto diversi articoli (America Oggi, Foto Cult, La Stampa, ecc…). E’ stato esposto per la prima volta al pubblico a Firenze, all’interno della LdM Gallery di Palazzo Pucci.

 

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Black Lips is a photographic project with poetic texts by Andrea Cafarella.

 

Within the current political climate of Italy, the media, is in part responsible for the overflow of images and stories of migration that align with each other forming a single story and a flattened understanding of the history of the movement of people across the globe. This representation, or underrepresentation has had the greatest impact on the depiction of people from the African continent. What we tend not to be presented with is an individual narrative and, quite frankly, individuals. This photographic project negates the singular story approach that is so often the media portrayal of the migration of African people to Italy, evading the narrative framework that applies the same story as a blanket to people from a broad range of countries and cultures, whose motivation for leaving is as diverse as their personal stories. Photographed within the context of a first care welcome center, Centro Ahmed in Messina, Sicily, the photographs are incomplete portraits where the central focus is the closed mouths of its protagonists. The images function as containers of stories and voices that are yet to be heard and are oft ignored. Within these stories is a complexity that refuses to be reduced and a humanity whose resilience batters to social box of dislocation.

Drawing upon the words of those portrayed in the photographs, Cafarella provides an elegiac set of poems that ask the viewer to go beyond the recurrent stereotypes and caricatures which saturate media portrayals with evocations of pity is as problematic as their profanation of ignorance.

Black Lips won the “Sunday Photographers” (National Photo Contest) organized by the newspaper “La Stampa” and “Photolux Biennale”, which was presented at Camera (Italian Center of Photography – Turin) and received several articles (America Oggi, Foto Cult, La Stampa, etc. …). It was exhibited for the first time to the public in Florence, inside the LdM Gallery of Palazzo Pucci.

 

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